A_chi_compete_testata
Una chiamata alle armi in difesa del nostro patrimonio culturale!
Un progetto nato dal basso per fare ascoltare la propria voce, le proprie esigenze e le proprie idee sulla salvaguardia, la valorizzazione e la gestione dei beni culturali in Italia.


La Riforma delle Province (L. 56/2014, cosiddetta “Legge Delrio”) mette in serio pericolo centinaia di strutture e servizi culturali su tutto il territorio. Di questi dovranno farsi carico altri enti, in primis Regioni e Comuni, chiamati a finanziarli, a occuparsi delle loro attività e a prendersi carico del loro personale.

Ma in tutta Italia si respira un clima di incertezza diffusa, senza occasioni di confronto, senza una visione unitaria e soprattutto con una preoccupante mancanza di chiarezza su chi e come riuscirà a trovare le risorse finanziarie necessarie alla sopravvivenza di tantissimi musei, biblioteche, archivi, reti e sistemi culturali.

Sono a rischio servizi ai cittadini e a turisti, tutela del patrimonio, offerta culturale, posti di lavoro, professionalità, con la concreta possibilità che la riforma si traduca in un fallimento e che centinaia di luoghi della cultura vadano incontro a una drammatica chiusura o, se va bene, a un drastico ridimensionamento di attività e servizi.

UN PERICOLO ENORME PER IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE.

UN DISASTRO SENZA SE E SENZA MA.

La nostra è una mobilitazione che nasce dal basso, da operatori culturali, associazioni professionali, utenti e semplici cittadini, che vogliono evitare l’ennesimo schiaffo al sistema culturale italiano, in particolar modo a quello più diffuso e capillare sul territorio.

La nostra campagna di denuncia e informazione agisce sui social network e sul web, oltre che presso organismi decisionali e politici a tutti i livelli. Il 17 gennaio abbiamo lanciato anche una petizione pubblica online indirizzata alle principali istituzioni coinvolte.

Non siamo contrari ai cambiamenti ma vogliamo che avvengano in maniera cosciente, lungimirante e condivisa, senza danneggiare un patrimonio che viene valorizzato e tutelato, troppo spesso, solo a parole.

 


Risultati e aggiornamenti

Fine Dicembre 2014
Parte la campagna “A chi compete la cultura”, con l’obiettivo di lavorare su un duplice fronte, mediatico e istituzionale.

Gennaio 2015
In poche settimane Web, social network, tv e giornali portano alla ribalta un argomento ancora poco conosciuto e di per sé ostico e complesso, del quale vengono spiegati rischi e impatto sui territori.

Il nostro documento viene personalmente consegnato a Napoli nelle mani del Ministro Franceschini. 

Febbraio 2015
La campagna ha ottimi riscontri, viene ripresa e commentata anche sui principali quotidiani e Tg nazionali (Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Fatto quotidiano, TG2, TG3), oltre ad essere discussa in tavoli istituzionali nazionali e provinciali.

La nostra pagina Facebook raggiunge in un mese 2000 fan tra i quali soprattutto direttori di musei e biblioteche, operatori culturali, addetti ai lavori.

Marzo 2015
Le principali istituzioni nazionali coinvolte (UPI, ANCI, ICOM Italia, AIB, ANAI e MAB) moltiplicano i loro appelli sull’argomento.

La nostra mobilitazione raccoglie e amplifica tantissime segnalazioni dai territori, aiutando il settore dei beni culturali ad acquisire coscienza dell’importanza e della portata del problema per il patrimonio nazionale.

La trasmissione “Report” si interessa alla campagna e dedica al tema della Riforma un’intera puntata.

Aprile 2015

La campagna raggiunge il più importante dei suoi obiettivi, arrivando a mobilitare molte comunità locali, che a loro volta si fanno promotrici di azioni in difesa di musei e biblioteche in tutta Italia.

Oltre all’azione di sensibilizzazione e denuncia, continuiamo a documentare e proporre proposte innovative e sostenibili di gestione dei beni culturali coinvolti. La campagna prosegue e, lungi dall’opporsi ai cambiamenti, parte dal salvataggio di un’infrastruttura culturale importante e diffusa per sollecitare la nascita di azioni di rete e la sperimentazione di forme innovative di sostenibilità.

Maggio-Giugno 2015

Si intensificano gli incontri tra Mibact, UPI, Anci e associazioni di Settore. Il Mibact avvia in maniera ufficiale quello che la campagna in maniera informale aveva già stimolato: una indagine sulla consistenza e la situazione complessiva del patrimonio culturale delle Province. Pur nell’incertezza istituzionale e seppure non sia stata ancora trovata una soluzione definitiva a un problema così articolato, continuano i segnali più incoraggianti per il futuro.

Luglio 2015

Spinti dai nostri interlocutori, dagli operatori culturali e dal pubblico incontrato in questi mesi, la mobilitazione “A chi compete la cultura” cresce, trasformandosi in un osservatorio permanente, un hub sociale di partecipazione e condivisione sui problemi della cultura in Italia e un centro di proposte permanenti.





 


Vuoi collaborare? Hai segnalazioni sull’argomento? Vuoi saperne di più?

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CHI SIAMO

#achicompetelacultura è una mobilitazione nata “dal basso” ovvero da professionisti e operatori che lavorano quotidianamente, spesso in trincea, nel mondo dei beni culturali in Italia.

L’iniziativa è ideata e curata da Marianella Pucci, manager della cultura, e Luciano de Venezia, esperto in marketing e comunicazione culturale.

La campagna è realizzata e promossa da Mediateur – idee e servizi per la cultura.

 

La campagna è condivisa dalle più importanti associazioni del settore:
ICOM Italia (International Council of Museum – UNESCO)
AIB (Associazione Italiana Biblioteche)
ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana)

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